Siria, il mistero dei frati giustiziati dai ribelli
Un gruppo di estremisti siriani, come mostrato in un video che risale a domenica scorsa e riferito da Radio France Internationale, avrebbe decapitato due frati. Uno di essi sarebbe il sacerdote francese Francois Murad. Tuttavia l'identità delle vittime non può essere verificata con certezza, vista la bassa qualità del video. L'esecuzione è avvenuta sotto lo sguardo di un centinaio di uomini in una zona di aperta campagna. Nel video un uomo mostra tre imputati, inginocchiati e incappucciati, e pronuncia la sentenza a loro carico. L'uomo incaricato di eseguire la condanna, presumibilmente un militante del fronte ribelle al-Nusra, legato ad al-Qaeda, parla in arabo.
24 AGO 20

Un gruppo di estremisti siriani, come mostrato in un video che risale a domenica scorsa e riferito da Radio France Internationale, avrebbe decapitato due frati. Uno di essi sarebbe il sacerdote francese Francois Murad. Tuttavia l'identità delle vittime non può essere verificata con certezza, vista la bassa qualità del video. L'esecuzione è avvenuta sotto lo sguardo di un centinaio di uomini in una zona di aperta campagna. Nel video un uomo mostra tre imputati, inginocchiati e incappucciati, e pronuncia la sentenza a loro carico. L'uomo incaricato di eseguire la condanna, presumibilmente un militante legato ad al-Qaeda, parla in arabo.
I religiosi erano stati prelevati dal convento di Ghassanieh, un monastero nel nord della Siria, vicino a Homs, saccheggiato e devastato dai jihadisti. Tra di loro, padre Francois Mourad, un religioso di nazionalità siriana che aveva fondato l'ordine religioso a Ghassanieh. Secondo gli estremisti, padre Mourad e i suoi due compagni erano al soldo del regime. Tra le accuse mosse ai religiosi, anche quella di aver favorito il trasporto di armi e munizioni per conto del regime. La vicenda, scrive Rfi, è stata commentata con durezza dal generale Riad al-Assad, uno dei capi militari dell'Esercito siriano libero (Esl), che ha dichiarato: "Questi gruppi estremisti non hanno nulla a che fare con la religione musulmana né con il popolo siriano".